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	<title>Pensieri in libertà Archivi &#183; Greta Cavallari - Strategie di Comunicazione e Web Marketing</title>
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	<description>Comunicazione legata al territorio</description>
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	<title>Pensieri in libertà Archivi &#183; Greta Cavallari - Strategie di Comunicazione e Web Marketing</title>
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		<title>3 libri da leggere quest’estate che ti faranno accendere la lampadina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gretacavallari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 10:43:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’estate è quel momento sospeso in cui a volte riusciamo a rallentare un po’. Che tu stia lavorando in modalità ridotta o semplicemente cercando di respirare tra un progetto e l’altro, è il momento perfetto per leggere con altri occhi. Io ho ricominciato a farlo da poco. Mi sono allontanata dalla lettura e ho trascorso [&#8230;]</p>
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<p>L’estate è quel momento sospeso in cui a volte riusciamo a rallentare un po’. Che tu stia lavorando in modalità ridotta o semplicemente cercando di respirare tra un progetto e l’altro, è il momento perfetto per leggere con altri occhi. Io ho ricominciato a farlo da poco. Mi sono allontanata dalla lettura e ho trascorso un periodo in cui non riuscivo a trovare i momenti giusti da dedicare ai libri, anzi lo ammetto: non avevo proprio più voglia di farlo. Poi mi sono intestardita e a poco a poco ho ritrovato il <a href="https://www.instagram.com/gretacavallari/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vero piacere di leggere</a>. Leggo storie che non parlano di marketing, comunicazione o strategie, ma che riescono comunque a <strong>suggerirmi nuove direzioni</strong>. In questo articolo ti consiglio tre libri molto diversi tra loro ma che mi hanno molto colpito, per ragioni differenti!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Open di Andre Agassi</h2>



<p>Un’autobiografia potente e brutale di uno dei più grandi tennisti al mondo. “Open” non è la classica storia di successo sportivo. È il racconto di<em> “un ragazzo che odia il tennis, ma diventa uno dei più grandi tennisti della storia”.</em> Agassi parla di <strong>aspettative</strong> (degli altri, prima ancora che sue), di perfezionismo, di cadute e risalite. Mi ha fatto pensare alla distanza che si crea a volte nella comunicazione fatta da un’azienda e ciò invece che percepisce il <a href="https://www.gretacavallari.it/individuare-pubblico-di-riferimento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblico di riferimento</a>. A volte c’è una <strong>distanza abissale </strong>tra questi due punti, una distanza che diventa un problema e rende la comunicazione inefficace!</p>



<p>Per chi fa un lavoro creativo, per chi lavora a contatto con il pubblico, <em>Open</em> è una lezione cruda sull’identità e sulla libertà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace</h2>



<p>Letteralmente ridevo da sola. Wallace racconta una settimana trascorsa su una nave da crociera extralusso in qualità di cronista. Ma lo fa con uno <strong>sguardo cinico ed ironico</strong>, descrivendo la società americana dal suo punto di vista.</p>



<p>Questo libro mi ha fatto riflettere sul modo in cui osserviamo il mondo intorno a noi. Wallace ci mostra quanto sia potente cambiare prospettiva. Per chi si occupa di comunicazione, questo è un esercizio fondamentale:<strong> saper ascoltare, interpretare e raccontare</strong> nel modo giusto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tempo del bosco di Mario Calabresi</h2>



<p>Un libro lento, silenzioso, pieno di pause. Leggerlo è stata un’esperienza davvero intensa. Calabresi riflette sul tempo che scorre, sulla natura, sul bosco, sull’essere umano. I suoi capitoli mi hanno ricordato che ogni business — anche il più digitale — ha bisogno di <strong>radici</strong>. Che c’è una qualità dell’<strong>ascolto</strong>, del silenzio, dell’osservazione che ci sfugge nella frenesia quotidiana.</p>



<p>Come vedi sono tre libri molto diversi tra loro, ma che hanno in comune una cosa: come guardiamo il mondo e come guardiamo ciò che succede a noi (e non solo intorno a noi). </p>
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		<title>Come una pubblicità ha gettato nel panico un paese emiliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gretacavallari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 15:35:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pensieri in libertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ok, il titolo è forse esagerato ma l’esagerazione non è l’essenza stessa del periodo storico che stiamo vivendo? E mi riferisco soprattutto a ciò che accade sul web dove tutto viene ingantito, moltiplicato ed esasperato per poi svanire nel nulla (o essere pesantemente ridimensionato) una volta che si affronta una comunicazione vera e propria, che [&#8230;]</p>
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<p>Ok, il titolo è forse esagerato ma l’<strong>esagerazione</strong> non è l’essenza stessa del periodo storico che stiamo vivendo? E mi riferisco soprattutto a ciò che accade sul web dove tutto viene ingantito, moltiplicato ed esasperato per poi svanire nel nulla (o essere pesantemente ridimensionato) una volta che si affronta una comunicazione vera e propria, che sia reale o virtuale.</p>



<p>Da cosa nasce questo post quindi? Ieri il tranquillo paese emiliano dove vivo è stato invaso da <strong>misteriosi post-it</strong> appesi ai citofoni. Io stessa me ne sono accorta uscendo di casa e notando due post-it, uno giallo e uno rosa, appesi al campanello: le porte dei vicini sono leggermente distanti dalle mie quindi non ho potuto immediatamente fare un confronto. I post-it erano questi:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.gretacavallari.it/wp-content/uploads/2020/05/Pubblicità_ricci_casa-1024x683-1.jpg" alt="Pubblicità Ricci Casa" class="wp-image-119" srcset="https://www.gretacavallari.it/wp-content/uploads/2020/05/Pubblicità_ricci_casa-1024x683-1.jpg 1024w, https://www.gretacavallari.it/wp-content/uploads/2020/05/Pubblicità_ricci_casa-1024x683-1-300x200.jpg 300w, https://www.gretacavallari.it/wp-content/uploads/2020/05/Pubblicità_ricci_casa-1024x683-1-768x512.jpg 768w, https://www.gretacavallari.it/wp-content/uploads/2020/05/Pubblicità_ricci_casa-1024x683-1-90x60.jpg 90w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dopo un iniziale smarrimento, dovuto anche al fatto che uno dei nomi del post-it mi è effettivamente familiare, ci metto poco a capire che si tratta di una <strong>pubblicità</strong>: non perché possieda chissà quali doti intellettive ma perché, nonostante la forma sia quella di un messaggio informale per amici e parenti, la sostanza è quella di una pubblicità a cui siamo (dovremmo essere?) abituati. Proseguendo per le vie del paese, i miei sospetti sono stati confermati vedendo che la maggior parte dei citofoni si erano colorati di giallo e rosa.</p>



<p>Finita qui, direte voi. E invece no: in un mondo in cui tutti si guardano con sospetto e sono pronti a <a href="https://www.gretacavallari.it/la-bellezza-e-la-gentilezza-salveranno-il-mondo-io-lo-spero/" target="_blank" aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" rel="noreferrer noopener">sputare veleno</a> su qualsiasi entità diversa e potenzialmente pericolosa, il bello doveva ancora venire. Conoscerete senza dubbio anche voi i fantastici gruppi Facebook<strong> “Sei di [nome paese] anche tu se….”</strong>. Gruppi oramai divenuti ricettacolo di accuse, lamentele, critiche, spazi virtuali dove la notizia di una rapina crea più conversazione di un'iniziativa meritevole, gruppi dove le lamentele per la musica alta di un locale sollevano polveroni più di qualsiasi altro evento o lieta circostanza che può avere luogo nel paese stesso. Bene, proprio qui cittadini guardinghi hanno pubblicato la fotografia dei post-it chiedendosi se fossero segnali per i ladri. Vi riporto alcuni commenti che ho letto:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>"Ci siamo trovati fuori casa questi post it attaccati alla cassetta della posta.</em><em> Qualcuno ne sa qualcosa?&nbsp; Ormai per ogni inezia siamo sul chi va là"</em></p><p><em>"Io li ho stracciati e trovo che la demenza pubblicitaria ormai non ha più confini. Se dovrò comprare un divano sicuramente andrò ovunque ma non da Ricci Casa (sempre che realmente fosse una sua pubblicità...)"</em></p><p><em>"Ho appena verificato on line, effettivamente è una squallida trovata pubblicitaria di Ricci Casa... che tristezza"</em></p><p><em>"Al momento ho pensato: biglietti X furto ... staccato subito .."</em></p><p><em>"Pensavo di informarmi stamattina xche' in effetti c'è pieno di ladroni che ne inventano di tutti i colori ..."</em></p></blockquote>



<p>Dunque queste le reazioni. Ho fatto anche io una breve ricerca, come i miei compaesani, ed effettivamente non solo ho scoperto che si tratta di una reale campagna pubblicitaria di Ricci Casa (negozio di arredamenti con vari punti vendita in Emilia Romagna e Lombardia) ma che è stata riproposta nel corso degli anni. Tracce social su Twitter e Instagram risalgono addirittura al 2014.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><a href="https://twitter.com/MammaImperfetta">@MammaImperfetta</a> anche sotto casa <a href="https://twitter.com/hashtag/riccicasa?src=hash">#riccicasa</a> semplice ma decisamente efficace!Sarà da <a href="https://twitter.com/hashtag/daunideadistefanoaccorsi?src=hash">#daunideadistefanoaccorsi</a> ? 🙂 <a href="http://t.co/94WQXiJoNX">pic.twitter.com/94WQXiJoNX</a></p><p>— ✈️Fabulous🗽 (@Fab1Angel) <a href="https://twitter.com/Fab1Angel/status/586846961203949568">11 aprile 2015</a></p></blockquote>



<p>Non voglio in questa sede discutere della bontà della campagna di colleghi della comunicazione (soprattutto perché è dal 2014 che va avanti, quindi denunce non ne avranno ricevute!): mi chiedo però il motivo per cui un post-it cartaceo pubblicitario debba essere visto con sospetto mentre migliaia di utenti condividono, senza pensarci troppo, notizie digitali bollate come “bufale”. <em><strong>Qual è il discrimine per far nascere un sospetto?</strong></em></p>



<p>***Aggi<em>ornamento 2022: negli ultimi giorni di luglio 2022, nel mio paesino è tornata la campagna post-it. Ho già notato persone guardare con sospetto i bigliettini, ma per ora niente più allarmi social! 🙂</em></p>



<p>Anche dalle tue parti è arrivata questa pubblicità? Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi scrivimi via mail a info@gretacavallari.it o tramite social <a href="https://www.facebook.com/gretacavallaricomunicazione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a> o <a href="https://www.instagram.com/gretacavallari/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instagram</a>.</p>
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		<title>La bellezza e la gentilezza salveranno il mondo? Io lo spero!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gretacavallari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 16:43:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pensieri in libertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Troppo spesso mi ritrovo a pensare di vivere, purtroppo, in un mondo orribile: l’arroganza e la maleducazione, in nome del dio denaro, sembrano prevaricare su tutto. Nel mondo del lavoro ma in tanti aspetti della vita, la bellezza e la gentilezza sono quasi del tutto spariti. Come sopravvivere? “L'inferno dei viventi non è qualcosa che [&#8230;]</p>
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<p>Troppo spesso mi ritrovo a pensare di vivere, purtroppo, in un mondo orribile: l’<strong>arroganza</strong> e la maleducazione, in nome del <em>dio denaro</em>, sembrano prevaricare su tutto. Nel mondo del lavoro ma in tanti aspetti della vita, la bellezza e la gentilezza sono quasi del tutto spariti. Come sopravvivere?</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”</p><p>Italo Calvino,<a href="http://www.goodreads.com/book/show/1879904.Le_citt_invisibili?ac=1&amp;from_search=true"><em> Le città invisibili</em></a> (1972)</p></blockquote>



<p>Personalmente guardo con tanta <strong>speranza</strong> i miei coetanei che, come me, si fanno forza cercando di perseguire ideali e un modo di vivere e relazionarsi UMANO. Spesso descritti come una generazione di falliti, penso che la mia generazione stia mettendo in atto una sorta di <em>“rivoluzione gentile”</em> e stia costruendo, per sé e per gli altri, un futuro sulle ceneri di quello che i nostri predecessori (non) ci hanno lasciato.</p>



<p>Una generazione ricca di intuizione che guarda lontano ma che sa rimboccarsi le maniche; una generazione che non dimentica mai gli altri ed è costantemente impegnata nel volontariato, una generazione che vive in modo <strong>gentile</strong>, educato, corretto ma allo stesso tempo ricco di <strong>passione</strong>, creatività e determinazione.<br>Fortunatamente ho molti esempi vicino a me e quando, dopo l’ennesima giornata in cui l’arroganza ha prevaricato su tutto, penso di darmi per vinta, mi rifugio in tutto quello che noi abbiamo costruito.</p>



<p><em>La bellezza e la gentilezza salveranno il mondo? Io lo spero!</em></p>


<p><iframe title="[HD] Pink Floyd - The Great Gig In The Sky" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/cVBCE3gaNxc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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